Archivi del mese: gennaio 2015

Carlino legge la pittura nella letteratura

Marcello Carlino, Gli scrittori italiani e la pittura, Ghenomena

Gli scrittori italiani e la pittura è un libro che si fa apprezzare subito, e profondamente gustare nelle sue pagine, intense di passione – addirittura più umana che critica. Quello che infatti più favorevolmente impressiona è lo stile colloquiale del professore. Marcello Carlino fa sentire che la materia è sua e vuol farla nostra – e lo dice, si dichiara senza nascondersi, e perciò convince di più. La scelta delle chiavi di lettura (“Sei modelli di descrizione di affioramenti pittorici nelle opere di letteratura”, esposti nella quarantina di pagine introduttive: un sostanzioso indizio di metodo che contraddistingue la serietà operativa del critico) è senz’altro condivisibile, e certo utilissima per chi voglia misurarsi sullo stesso terreno affrontato in questo saggio. Particolarmente gradevoli i paragrafi dedicati a Gozzano metaletterato (tra i più citati) e a Pascoli colorista. Come sembra azzeccata – e quindi anch’essa gradevole – la scelta degli esempi nelle varie sezioni in cui si articola la disamina della materia. Da Marino (e Caravaggio) a d’Annunzio (e Dürer), da Praga fino ai futuristi; e Dante, molto presente (“la teoria applicata del colore” e “qualche noterella in punta di piedi sull’allegoria” – qui davvero il professore si diverte, more solito, a giocare con la scrittura).

Carlino ps
Forse non ci sono altri studi del genere, senz’altro non ce ne sono come questo di Carlino – serviva fare un po’ d’ordine, in una disciplina fondante com’è quella che approfondisce un rapporto fondante: arti figurative e scrittura vanno insieme da quando si scrive e si dipinge (i riferimenti alla classicità sarebbero molteplici e giustamente Carlino qui cita addirittura Omero). Insomma, ci si sente più ricchi, grazie a questo appassionato e appassionante lavoro che davvero andrebbe letto nelle scuole, ma dovrebbero conoscerlo anche gli addetti ai lavori di entrambi i campi, i quali potrebbero (dovrebbero!) rendersi conto che non si va da nessuna parte se non si sta in compagnia: Gli scrittori italiani e la pittura schiude ipotesi di collaborazione involontaria o inconsapevole, casuale o forzosa, ma il più delle volte analizzando sapute e volute forme di collaborazione tra artista e poeta: sono quelle che danno i risultati migliori, d’altronde, posto che le arti sono sorelle e non devono litigare, anzi, aiutarsi e sostenersi a vicenda.

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