Archivi del mese: settembre 2014

Un Regesto per trent’anni a 60 anni

È così che si fa – certo, se uno ha una casa editrice, è più facile; ma il fatto che Massimo Scrignòli abbia pubblicato Regesto con la sua etichetta Book Editore (avrebbe trovato casa senz’altro anche altrove) non è civetteria da editore-poeta (o da poeta che fa l’editore): Massimo Scrignòli ha compiuto 60 anni a cavallo e ha voluto – anche – dimostrare che ha un buon cavallo. La veste editoriale della Book Editore è da sempre di livello apprezzabile, spesso decisamente alto; la collana “Fuoricollana” (nella quale appare questo Regesto – sottotitolo esplicito: 1979-2009 – che unisce dieci precedenti raccolte di versi, una inedita) arriva al n. 70 – insomma, ce n’è di cose da festeggiare…
Per chi lo conosce come autore di versi, Regesto presenta comunque diverse novità, pur essendo sostanzialmente una raccolta di ristampe, ma vi sono tanti inserti nuovi e tante modifiche rispetto ai volumetti originali, e infine una intera sezione di traduzioni sparse finalmente qui riunite, che parlare di semplice ristampa è ingiusto e riduttivo. Scrignoli a 60 anni fa il punto sulla sua vita (ci sono 30 anni di lavoro in questo suo Regesto, un altro anniversario dentro il compleanno…) e probabilmente tira il fiato, preparandosi ad altri lavori. Chi lo conosce come editore, sa della sua passione per i libri, della sua cura per gli autori e per i loro libri: non smetterà facilmente, c’è da crederlo. Auguri a Massimo Scrignòli, quindi, al poeta e allo scrittore.

Scrignoli
Spiluzzicare qua e là nel corposo volume consente di cogliere momenti di felice invenzione lirica (quella “maestà dei violini che di luce allaga” Venezia!), seguendo l’evoluzione e la costanza di un autore che da sempre ha scelto una strada – riconoscibile, pertanto, e di sicura presa – che lo fa, e lo dicono i tanti riconoscimenti avuti e meritati, una voce dal timbro forte, sicuro. Se – carezzando il volume, che invita a farlo, per la gradevole fattura che lo rende quasi un oggetto d’arte – si comincia a leggere dalla fine, dalla quarta di copertina, e si entra nelle pagine del colophon (un’altra caratteristica alla quale Massimo ci ha abituati, viziandoci con le sue trovate), è su-bito possibile cogliere significative chiavi di lettura: quel “rapire un segreto al fuoco” e quel “peccato commesso ogni perduta occasione“… sono sintomi esistenziali che si fanno monito, prima ancora che poetiche dichiarazioni, di “attenzione alla vita”: preparando cioè al “regesto” che – prima o poi – bisognerà fare.

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