Una presa di tabacco poetico per tutti

Le traduzioni di Franco Buffoni

Una trentina di autori, tutti abbastanza noti, anche tra i classici della poesia contemporanea, ma pure tra i classici e basta (esempio sommo: Shakespeare) – tutti qui accomunati dalla passione di un professore italiano che non ha mai smesso di insegnare ad amare la poesia, forse perché è poeta egli stesso, e nella sua veste o professione di traduttore si è fatto interprete più che traduttore. Franco Buffoni opera infatti, nella sua Una piccola tabaccheria, su un doppio livello di interpretazione, prendendosi più volte anche il gusto, a modo suo, di “tradire” (che però è tradere, non trasgredire). Ma, se alcune libertà di resa possono lasciare un po’ perplessi, il professore sa come giustificarle, vestendo i panni del poeta, rispettando comunque il sentire originale – adattandovi la sua mente e la sua lingua.

Buffoni tab
“Mia ferma convinzione – sostiene Buffoni presentandosi in copertina – è che non di fedeltà si dovrebbe parlare, bensì di lealtà”. In questo termine per lui (e si può ben essere d’accordo) è compresa un’alea di libertà che pure non intende offendere, per quanto appunto liberamente si provi a darsi ad altri: “lasciatemi divertire”, dice ancora Buffoni, e intende proprio de-vertere, farsi un giretto ogni tanto con un nuovo amico, al quale prestare voce e del quale riprodurre la voce. La più nobile attività che possa intraprendere un poeta: rinunciare per un po’ alla parola privata per dedicarsi a far parlare nella sua lingua i poeti che si esprimono (si sono espressi) in altre lingue. Un gioco, in fin dei conti, fatto alla luce del sole, ben dichiarando la propria natura di mallevadore, ambasciatore, divulgatore (se è vero, e lo è, che “un poeta è un costruttore e un divoratore di linguaggi”). Deve solo essere chiaro il metodo da adoperare nella tra-duzione.
Indicare gli esiti migliori delle prove offerte da Buffoni in questa sua collezione, che fin dal titolo si diverte a fare il verso ad un altro (sembra alludere aversi di Pessoa, peraltro qui non presente), non avrebbe che il gusto del classificare, fosse possibile, almeno temi e forme. I poeti qui tradotti sono raccolti in ordine cronologico, da Hafez di Shiraz alla gallese Gwyneth Lewis, e i contenuti delle loro poesie sono i più vari. Una piccola tabaccheria si apre quindi ai gusti diversi di chi ama la poesia, ciascuno potendovi trovare il fumo desiderato per godersi un quarto d’ora di abbandono, di-vertimento, inseguendo nelle parole dei poeti tradotti da Buffoni anche le parole di Buffoni stesso, i suoi modi e stilemi, le sue ansie e i suoi sogni (coniugati negli amati Tranströmer – presente 17 volte! – e Larkin, Heaney, Auden, Stevens)…

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