Simone non giustifica…

Simone Di Biasio, Assenti ingiustificati, EdiLet

 

Di Biasio S

Basta il titolo a spiegare e giustificare questo libro, poiché il titolo del libro d’esordio del giovane Di Biasio rimanda al testo che – pur non essendo in posizione dominante – è il testo eponimo del libro e comunque ne espone il tema centrale. Simone Di Biasio pubblica Assenti ingiustificati proprio per dare una bacchettata sulle mani a tutti coloro che dimenticano l’importanza della scuola… Ma la scuola qui è madre natura e, come scrive Damiani nella prefazione: ricordiamoci di “andarci, finalmente, a scuola” – troppo spesso fingiamo di sapere e dimentichiamo il dovere di imparare sempre, anche ad essere semplicemente quel che siamo. Anche la citazione in esergo dall’amato de Libero consente a Di Biasio di tirare le orecchie al lettore, che non finisca a perdere il treno giusto mentre aspetta chi non sa riconoscere. Andiamo quindi a lezione dalla natura, perché ci faccia esperti delle “cose elementari e delle cose superiori”, e ci insegni soprattutto a non essere “distratti”. Almeno, forse, ci renderemo conto di “quale inizio stiamo distruggendo”… In questo libro, una sorpresa di piccola saggezza distillata in versi, si incontra l’uomo con le sue domande e le poche risposte. Si trova la società dei consumi che si consuma (com’era bella quella “Prima della tv”! – e non è l’unica frecciata contro); e si trova il desiderio di un desiderio che sia vero (un “sorriso” che restituisca “vita ai corpi”) e non finzione telematica (di che potrebbe stupirsi un redivivo Charlot: “nei tempi postmoderni” ci sono “vite che hanno sviluppato la finzione”, abitate dall’abitudine). In definitiva, conviene accettare l’invito di Simone Di Biasio, chiedere a papà una giustificazione firmata e responsabile, e tornare a scuola: gli assenti ingiustificati poco imparano, se non imparano che la vita è studio, ma è uno specchio in cui studiamo noi stessi, se siamo onesti e riconosciamo il vuoto in cui ci stiamo sprofondando. In questo libro – che ci si deve subito augurare sia presto seguito da altre convincenti prove – troviamo una spinta a guardarci dentro che ci proietta oltre il presente.

 

 

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