La POETICA secondo CARLINO

Il professore si diverte… Marcello Carlino ha lunga pratica e scaltri mezzi acquisiti sul campo che gli consentono di cimentarsi con cipiglio e competenza nell’ardua rivisitazione di un tema così vasto e comune al tempo stesso, poiché da sempre i pari suoi, i professori che fanno i critici hanno dovuto misurarsi con tutta una serie di canoni costituenti quel che una volta si definiva – rifacendosi proprio ab ovo – lo strumentario del mestiere. E allora, dichiarato fin dall’inizio del suo saggio che “in principio fu Aristotele”, la Poetica dello Stagirita è presa come punto di avvio per la ricerca che (dopo un accorato capitolo sul come e perché “la poetica non smette di esserci utile”, anche oggi che “nemmeno la letteratura se la passa bene”…) si chiuderà con la dovuta dichiarazione di “poetica privata”. Così, nel capitolo intitolato “la mia poetica”, Carlino sintetizza rapidamente, esemplarmente, tutto il percorso storico critico appena affrontato e si mette a nudo come lettore che si ispira a Benjamin. Ma seguirlo nel percorso tracciato attraverso due millenni di riflessioni (in particolare l’estetica novecentesca) su cosa sia e come funzioni la pratica dello scrivere è un viaggio nel nostro stesso essere, che appunto è tale poiché è nel suo dirsi, nel farsi altro da sé mentre si dice.

Carlino
Poetica di Marcello Carlino inaugura una collana di libri che l’editore Guida dedica – coraggiosamente, dati i tempi – alle “parole chiave della letteratura“. Già pronti altri volumetti agili e densi (accattivante lo snello formato tascabile). Il secondo, chissà quanto a caso, sem-bra chiudere apposta la lacuna aperta nella “Poetica” dalla quale parte Carlino nella sua analisi: quella relativa alla commedia, non pervenutaci, come si sa, nell’opera di Aristotele. Alla Commedia dedica il suo saggio Giulio Ferroni. Subito dopo segue il Futurismo di Nazzaro. Temi fondanti della critica letteraria, come si vede, idee portanti per chi voglia avvicinarsi e farsi condurre per mano in un terreno ricco di sorprese. La Poetica raccontata così invita a rileggere con occhio più attento ed animo meglio disposto le opere conosciute, invita a riconsiderare posizioni ritenute acquisite, a scegliere magari tra le formule di rito quelle meno rituali.

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