Archivi del mese: dicembre 2013

La POETICA secondo CARLINO

Il professore si diverte… Marcello Carlino ha lunga pratica e scaltri mezzi acquisiti sul campo che gli consentono di cimentarsi con cipiglio e competenza nell’ardua rivisitazione di un tema così vasto e comune al tempo stesso, poiché da sempre i pari suoi, i professori che fanno i critici hanno dovuto misurarsi con tutta una serie di canoni costituenti quel che una volta si definiva – rifacendosi proprio ab ovo – lo strumentario del mestiere. E allora, dichiarato fin dall’inizio del suo saggio che “in principio fu Aristotele”, la Poetica dello Stagirita è presa come punto di avvio per la ricerca che (dopo un accorato capitolo sul come e perché “la poetica non smette di esserci utile”, anche oggi che “nemmeno la letteratura se la passa bene”…) si chiuderà con la dovuta dichiarazione di “poetica privata”. Così, nel capitolo intitolato “la mia poetica”, Carlino sintetizza rapidamente, esemplarmente, tutto il percorso storico critico appena affrontato e si mette a nudo come lettore che si ispira a Benjamin. Ma seguirlo nel percorso tracciato attraverso due millenni di riflessioni (in particolare l’estetica novecentesca) su cosa sia e come funzioni la pratica dello scrivere è un viaggio nel nostro stesso essere, che appunto è tale poiché è nel suo dirsi, nel farsi altro da sé mentre si dice.

Carlino
Poetica di Marcello Carlino inaugura una collana di libri che l’editore Guida dedica – coraggiosamente, dati i tempi – alle “parole chiave della letteratura“. Già pronti altri volumetti agili e densi (accattivante lo snello formato tascabile). Il secondo, chissà quanto a caso, sem-bra chiudere apposta la lacuna aperta nella “Poetica” dalla quale parte Carlino nella sua analisi: quella relativa alla commedia, non pervenutaci, come si sa, nell’opera di Aristotele. Alla Commedia dedica il suo saggio Giulio Ferroni. Subito dopo segue il Futurismo di Nazzaro. Temi fondanti della critica letteraria, come si vede, idee portanti per chi voglia avvicinarsi e farsi condurre per mano in un terreno ricco di sorprese. La Poetica raccontata così invita a rileggere con occhio più attento ed animo meglio disposto le opere conosciute, invita a riconsiderare posizioni ritenute acquisite, a scegliere magari tra le formule di rito quelle meno rituali.

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MERIDIONANDO…

Il Sud è famoso per l’abitudine di piangersi addosso! Tuttavia, un po’ di autocritica va fatta, oltre alle giustificatissime e necessarie riflessioni sul perché nelle Storie letterarie (non solo per le scuole) e nelle Antologie della letteratura, e della poesia, dell’arte, ci trattano sempre “a tarallucci e vino”… Forse perché sanno che ci piacciono! Abbiamo dato per secoli l’impressione di saperci accontentare, con pazienza a volte simile all’inerzia, di tollerare i soprusi di mafia e camorra… Perché dovremmo metterci a questionare se De Libero e Scotellaro, Gatto e Sinisgalli, non figurano in un manuale di letteratura contemporanea per la Scuola? È giusto però che in un libro scolastico ci siano testimonianze di tutte le esperienze letterarie nazionali, anzi, segnatamente indicate, quelle regionali, proprio per metterle a confronto in chiave storico-culturale.

Carta Sud

Ben venga il pregevole lavoro (accurato e accorato) di Paolo Saggese, Alessandro Di Napoli e compagni edito dalla DELTA 3 : chissà se davvero faremo un giorno una carta poetica del Sud“, se davvero servirebbe, ma adesso almeo può servire a fare il punto, al di là delle facili e sterili polemiche. E dovrebbe anche far riflettere sui rapporti di forza che – anche nell’analisi dei contributi offerti alla storia letteraria – finiscono per penalizzare il nostro Sud, già di suo derelitto. Un Governo, d’altra parte, è espressione del momento in cui si vive: oggi, si vede che si vive così… poca letteratura se no i ragazzi si straniscono, e in quella poca ognuno metta quel che pensa di conoscere. Ecco perché un ministro, o un sottosegretario, decide di consigliare a modo suo…. È successo infatti che dal Ministero sia partita una circolare che suggeriva (in tono piuttosto impositivo) i criteri di formazione dei programmi, e – apriti cielo! Questo volume curato dagli studiosi meridionali raccoglie atti e testimonianze in merito alla questione. Ci sono state anche interpellanze parlamentari e diverse prese di posizione da parte di Consigli regionali. Bisognerebbe forse che ogni regione avesse la sua storia letteraria e se ne facesse una super antologia nazionale – altrimenti, becchiamoci i suggerimenti del gabinetto centrale (o dobbiamo sperare che facciano un ministro della cultura meridionale)…

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