Guardarsi allo specchio in un “battito” d’ali

Zeppetella b

Il significato di Battiti d’ali, silloge con la quale Gianluigi Zeppetella festeggia dieci anni di attività (due libri con l’editore Guida, uno nella collana “la stanza del poeta”, due con l’editore Caramanica), è nella chiusa della nota di lettura firmata da Alessandra Dionisio: “Questa raccolta di poesie è la raccolta di una vita, quella dell’autore, ma in fondo, anche la nostra”. In questo libro c’è la vita che ci invita ad essere vissuta, la vita di un uomo come noi, con le sue storie e i suoi sentimenti – comuni e per questo leggibili; niente di eccezionale, che non possa capitare normalmente. Il poeta è capace di farci credere a mille storie dicendo mille bugie, eppure in modo così convincente che sembra vero – perché sembra che potrebbe succedere anche a noi, ecco il trucco. “Il sordo dolore del mio corpo in lotta con l’anima ferita” (come si legge in “Desperate blues”) è il mio dolore, lo conosco bene, so che potrebbe ancora colpirmi, mordermi, spossarmi; ma nella poesia di Zeppetella è raccontato come fosse suo, ed è suo, infatti, e al tempo stesso di tutti coloro che, leggendo, lo avvertono come proprio. Per questo non c’è bisogno che sia “vero” quel che dice il poeta – piuttosto deve sembrare una verità nostra, del lettore, cioè. Come non è da credere alla malinconia di affermazioni di un vittimismo che si direbbe didascalico (“mi ascolti mentre parlo e mi ascolto”) e che farebbero pensare ad una “inconsolabile” condizione di solitudine (“e resto solo dentro, quasi sempre”). E vanno lette invece come esortazioni a non compiere l’errore di fidarsi troppo, né del prossimo, né di se stessi, quando ci si dà (come in un “piccolissimo specchio che, pure, riflette l’Assoluto”) come piccole schegge di una grande verità che ciascuno cercherà di riconoscere. Vero è che “nel mare di parole della mia vita” si rischia di perdere il momento che fugge: a volte i poeti parlano troppo, e vivono male, ansiosi come sono di esperienze e modelli esistenziali che magari siano d’esempio a chi cerca e non trova. Zeppetella onestamente si mette in gioco, come sempre nella sua poesia – è auspicabile che trovi compagni pronti a farlo.

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