Bussi e “I picari di Maffeo”

Pregevole sintesi critica (nonché bibliografica) e antologica, questo volumetto curato da Raffaele Bussi si propone come (necessario) punto fermo sulla produzione in prosa di Pasquale Maffeo. I picari di Maffeo vuole infatti essere insieme analisi e stimolo, soprattutto invito a (ri)leggere e ripensare gli scritti vari (narrativa di ampio e medio respiro, saggistica e biografia) che Maffeo – ormai prossimo agli ottanta – ha prodotto nell’arco di quasi mezzo secolo. Bussi accompagna questa lunga e provvida avventura dello scrivere prendendo per mano il lettore, passando rapidamente in rassegna le varie opere; mai però superficialmente, sempre con accurate osservazioni, confronti intertestuali, ampie citazioni e puntuali divagazioni storico-letterarie.

Bussi

Tanto per gradire, il capitolo introduttivo, “La Republique mondiale des lettres”, è un quadro di complessa ricchezza d’informazione, un’intensa riflessione sul “compito dello scrittore oggi“. Le “debordanti euforie inventive” dell’autore campano vengono filtrate in un crivello altrettanto elegante, essendo Bussi chiaramente affascinato (più che convinto) dallo stile di Maffeo, dalle sue preziose, ardue arrampicate linguistiche e lessicali, dal suo procedere arguto e sentenzioso. Il capitolo conclusivo di questo imperdibile saggio di Bussi è un omaggio, indovinato e motivato, al Maffeo “surreale” – tema centrale peraltro nella narrativa dell’autore di Prete Salvatico, L’angelo bizantino, Il Mercuriale. I personaggi più riusciti di questi romanzi (come pure molti loro fratelli di altre prove narrative) hanno certo caratteri “soprannaturali”, ma pure ci legano – noi di qui – ad una realtà altra che forse ci piacerebbe vivere. Ma sono rappresentanti di una realtà terra terra che ben conosciamo, combattuti sempre da fame e bisogno, spesso da uno slancio di carità che li solleva un po’ ma subito inesorabilmente ripresi nel vortice dell’esistenza. I picari di Maffeo prende il titolo dalla felice somiglianza che Bussi trova (e giustifica in un capitolo chiave del suo libro: “Nipoti di Pulcinella picari della modernità”) fra i protagonisti dei romanzi di Maffeo (ma pure dei racconti: Lunario dei lazzari) e l’immortale Lazarillo de Tormes. “Maffeo scrittore contemporaneo ed universale?”: si chiede – compiaciuto almeno in questo pizzico di retorica – Raffaele Bussi all’inizio del suo percorso critico, e le risposte le ha, le da, poiché Maffeo è un figlio del suo tempo che parla al tempo.

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