Viaggio in Italia – un Venezuelano innamorato

Trovare tanta Italia in un libro “straniero” non può che fare piacere. Più ancora se non è il solito romanzone che sfrutta memorie nostre per fare soldi e successo. Più ancora se è un libro di poesia, una specie di diario che diventa giornale dell’anima. È il caso di Stravaganza, del poeta venezuelano Alberto Hernández, pubblicato dalle Edizioni Eva (il terzo spagnolo consecutivo, dopo Vega e Vitale, nella collana con testo a fronte “Stella verde“). Hernández, inedito in Italia, festeggia i suoi sessant’anni con una ricca antologia di riflessioni poetiche dedicate al nostro Paese, ai luoghi che ha visitato, agli spiriti magni che senz’altro lo hanno esaltato. Così troviamo le terre del sud e del nord, Bari, Modena, Venezia, il Po e l’Adriatico. Così ricordiamo insieme a lui Francesco e Giotto, Petrarca, Montale… Hernández comunica in tutta semplicità i suoi sentimenti che si fanno poesia proprio nel diventare nostre comuni sensazioni, di noi che conosciamo i luoghi e i personaggi che sono i suoi nelle sue parole. È il miracolo della parola che si partecipa e viene fruita profondamente se parla una lingua comune.

Hernandez

Del resto, il poeta venezuelano si mostra talmente a suo agio, in queste pagine italiane, da essere davvero una guida riconoscibile. Gli bastano poche pennellate, poche parole, per raccontare e descrivere, per trasmettere impressioni e sentimenti. Petrarca: “Quante patrie guadagnò con l’esilio? Quanta eternità vivremo con lui?” (e, leggendo queste parole, non possiamo evitare di pensare anche a Dante). Michelangelo: “Più mi convince il dolore che il genio”. Saba “Qui nel mio deserto è più duro morire”… Sono staffilate di verità, come sono vere le immagini (non cartoline) che dipingono località anch’esse eterne nel nostro immaginario: “Laggiù”, dedicata a Catullo, ma in un felice accostamento pensata anche per D’Annunzio, è un quadretto di preziosa efficacia espressiva. Come lo è la “cartolina tragica” scritta per Pasolini, per quel “corpo di un uomo insanguinato” che non possiamo dimen-ticare. Com’è pervasa “di tanta solitudine” la poesia per Cesare Pavese dal titolo, “Il mestiere di poeta, il mestiere di vivere”, che potrebbe essere un sottotitolo illuminante per questa italianissima stravaganza dello spagnolo Hernández.

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