Archivi del mese: dicembre 2012

Poesia come neve – Le “Poesie” di Buffoni

Il sottotitolo è di quelli che incoraggiano e spaventano: trentasette anni di lavoro poetico sono tanti (distribuiti in una decina di libri) – ma Franco Buffoni merita di essere raccolto in un volume organico e accessoriato, tanta è la mole della sua produzione poetica (e non solo “sua”, poiché “suoi” andrebbero intesi anche i notevoli volumi di traduzioni).

Buffoni

Questo Poesie, uscito di recente negli Oscar, è ricco peraltro di un’attenta introduzione (Massimo Gezzi) e di una accurata bibliografia – il tutto occupa quasi 400 pagine. Vi compaiono, con “alcune variazioni rispetto alla prima edizione” (scrive l’autore in una nota), tutte le raccolte pubblicate “con l’aggiunta di una scelta di testi inediti”. Alla soglia dei 65 anni, Buffoni può ben permettersi di fare i conti con la sua carriera, e proporne gli esiti lirici nella loro quasi interezza. È uno che ha capito quasi subito come doveva scrivere – e fortunatamente ha continuato a farlo. Con risultati mediamente molto apprezzabili (e in qualche caso di elevato livello: si pensi almeno a Il profilo del Rosa e a Guerra, uno dei libri più importanti) nella densa compattezza del dire – che è un dirsi, ma in modo paradigmatico. Fin da quando la sua era “poesia descrittiva, oggettiva […] poesia dei sedicianni […] di quando crescevo”: ecco, è del poeta dire anche “crescevo“, e non sentirsene sminuito – si cresce proprio ammettendo di crescere, cioè di aver avuto un passato meno e tendere ad un futuro più. Tutto in onestà, l’onestà cruda nel dirsi che sempre caratterizza la scrittura poetica di Buffoni, il quale non si nasconde nemmeno se gli capita (o sente la necessità) di riconoscere i propri antipatici (agli altri) limiti o debolezze – perché sa come raccontarsi senza retorica… “La mia vita è breve è neve / Che può sciogliersi domani, / Come – se il ghiaccio viene – / Resistere anche due mesi / Sporcata dai cani” (in “Letto semirifatto”, dove anche il titolo è allusivo di una situazione e di una dimensione esistenziale insieme “breve” e persistente – come d’altronde è la vita del poeta, nel suo farsi quotidiano altro da sé e cercare di esistere altrove più che in sé).

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