Tre poeti del Mediterraneo

conosciuti a Sète, spero di averli a Gaeta l’anno prossimo…

 

GHASSAN ALAMEDDINE (Libano)

Sono caduti dalla scatola tutti i fiammiferi
– con che cosa accenderò il carbone dei sogni?
L’albero nero che bruciai dei miei desideri
anche le sue ceneri sono introvabili

Per tanto tempo ho creduto che il giorno
fosse il figlio sfigurato della notte
e il mare
fosse l’unico luogo di naufragio

***

TAIEB LESLOUS (Algeria)

Questa porta – nel loro silenzio
le sue chiavi si sono addormentate –
allora l’esterno ha smesso di aprirla
e la mia memoria occupa il vuoto

Cosa hai dimenticato alla sorgente?
porta che raduni gli elementi della certezza
aprimi su una parola sola
o bocca aperta dello stordimento
– ferma alla fine del viaggio
aprendoti i profeti hanno parlato alle tenebre
e sui loro segreti i folli ti hanno chiusa

***

ABDALLAH ZRIKA (Marocco)

È così che
l’occhio sotto l’occhio
è una lacrima
La lacrima che è vicino
all’occhio è un occhio

E lo specchio è un pianto
debordato su
una parte del viso

 

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