TRE POETI DEL MEDITERRANEO ORIENTALE

HAYDAR ERGULEN (Turchia)

Può darsi un giorno nella tua tasca
porterai un fazzoletto giallo
come caduto da un limone –
piccole poesie come una macchia d’ombra del tempo
e con quelle andrai a una cerimonia
forse di nozze – una festa –
un pomeriggio in musica o un caffè nei campi
– il tuo fazzoletto può disgustarsi e possono
cadere dalla tua tasca le poesie – portale
sotto la pioggia – è meglio che si calmino

 

ALAA KHALED (Egitto)

Fra vent’anni incontrerò una donna
invecchiata – avanti a lei
sfoglierò i miei abiti e mostrerò
foreste in fuoco sotto la mia pelle

Sarò meno teso di adesso
più sicuro del mio corpo
metterò ai suoi piedi i miei ricordi
perché scelga un passaggio dove la tenerezza si apra
– mi farà certo domande su mia madre –
mia madre sarà morta allora e non saprò che dire
ma le lascerò la cura di perquisire il corpo

Avrò già cinquant’anni – forte
di una vasta esperienza a caccia d’amore materno
sul volto dei passanti
– lei mi abbraccerà
mi aprirà l’altra porta della tenerezza
metterà ai miei piedi i suoi ricordi che imbarco
e corro in cerca di un figlio che sarà scrittore
– fin dall’infanzia

 

MICHALIS PAPADOPOULOS (Cipro)

Per fortuna i miei versi
non diventeranno slogan
o canzoni negli stadi
perché la generosità
segreta e sincera
dei lettori la guadagnano
i versi che non sono affatto celebri

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